Cene e regali, le feste sono un salasso – Cronaca

SALERNO. Meno soldi per i regali e più spese per le consuete “feste a tavola” di Natale e Capodanno. È l’estrema sintesi di quanto accadrà alle famiglie della provincia di Salerno – e di tutta Italia – per le prossime celebrazioni di dicembre. È l’effetto della crisi causata dall’alto prezzo dell’energia, dall’inflazione e dalla guerra in Ucraina che, ormai da mesi, mette a dura prova la “resistenza” degli italiani, costretti a sborsare molto più soldi che in passato, anche per beni di prima necessità sicuri. E, così, anche Natale e Capodanno saranno all’insegna dell’austerità: meno soldi si spenderanno per i soliti regali e, inevitabilmente, più soldi dovranno essere usati per pranzi e cene a causa dell’aumento – anche per qualche “mostro ” prodotti – dei cibi tipici di queste feste.
Meno soldi per i regali di Natale. Per le festività 2022 cala nettamente la spesa per i regali: 157 euro l’uno, il minimo da un decennio come evidenziato da Confcommercio in un recente studio. Già lo scorso anno, infatti, la spesa pro capite per i regali di Natale era calcolata in media 169 euro. Un andamento che, quindi, ricalca quello della contrazione dei consumi causata dall’aumento dell’inflazione. Ma anche una scia che va avanti da tempo: sempre l’associazione presieduta da Carlo Sangalli, infatti, fa notare che la spesa aggregata per i regali di Natale (a prezzi 2022) è stata di 14,4 miliardi nel 2009, poi scesa a 9,6 miliardi nel 2019, a 7,9 nel 2020 e a 7,4 nel 2021. Il boom degli incrementi, infatti, interessa tutti i settori: rispetto al 2021 si calcola che i prezzi aumenteranno dal 4% al 25% per i regali, dal 5% al ​​41% per giocattoli, dal 2% al 25% per i prodotti del settore hi-tech.
I viaggi e le feste sono in calo. E rispetto agli anni precedenti – soprattutto quelli pre-pandemia – ci sarà anche un calo del numero di persone che decideranno di trascorrere le vacanze in una località turistica o che opteranno per un ricevimento in un locale. Dall’indagine realizzata dall’Osservatorio Nazionale Federconsumatori è emerso che solo il 16% degli italiani intende trascorrere qualche giorno di vacanza lontano dalla propria città di residenza, preferendo però mete prevalentemente nazionali o l’ospitalità presso amici e parenti. La maggior parte degli italiani trascorrerà il cenone della Vigilia a casa propria o in quella di parenti e amici (dentro o fuori regione), circa il 32,6% prenoterà almeno uno dei pranzi di Natale e Capodanno fuori casa.
Crescono le spese per i menù delle feste. In base agli ultimi dati raccolti da Federconsumatori, il costo medio per il menù del cenone di Natale “classico” sarà di 40,42 euro a persona, con un incremento del +13,2% rispetto allo scorso anno, mentre per un cenone di Natale “low cost” della vigilia, la cifra si assesterà a 21,80 euro a persona (quasi il 50% in meno rispetto al menù classico), con un incremento del +21,7% rispetto al 2021. Per il cenone di capodanno, invece, il menù classico costerà 49,60 euro a persona ( +9,6% rispetto al 2021). L’opzione più economica, invece, comporterà un costo inferiore del 40% rispetto al menù classico: 29,88 euro a persona (+6,7% rispetto al 2021).
Drenaggio per pesce, frutta secca e panettone. I dati sui prodotti alimentari tradizionali natalizi indicano una vera e propria impennata che, in alcuni casi, raggiunge anche il 52%. Rispetto allo scorso anno sono aumentati i prezzi di panettoni e pandoro, così come cotechino, lenticchie e zampone. Anche i dolci come il torrone o la frutta secca sono più costosi, così come il pesce. Nel dettaglio, il panettone ha registrato un aumento di prezzo del 23% passando dai 10,90 euro del 2021 ai 13,20 euro del 2022, mentre il pandoro ha registrato un aumento del 21% rispetto allo scorso anno. I maggiori incrementi di prezzo si registrano per datteri (+52%), frutta secca (+40%), fichi secchi (+32%), pesce fresco (+30%). Per i prodotti tipici di Capodanno, invece, il cotechino è aumentato del 20% con un costo medio di 11,30 euro, mentre le lenticchie sono aumentate del 19% con un costo di 14,34 euro. (al.mo.)
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