Stop al bonus sui mezzi per le aziende di trasporto merci e persone, l’ira delle associazioni

È un grido d’allarme unanime che attraversa la categoria del trasporto merci e persone su gomma ma anche il mondo della logistica e della filiera industriale e commerciale dell’automotive. La scadenza del 31 dicembre fissata dalla manovra dello scorso anno per usufruire del credito d’imposta sui veicoli è stata superata da molte aziende e l’auspicio era quello di un rinnovo – nel decreto Milleproroghe – se non altro dei termini entro i quali i veicoli devono essere consegnato, pena la perdita del beneficio fiscale. Lo spiega bene il comunicato congiunto lanciato dalle associazioni rappresentative di categoria: «Il rischio che il settore automotive, per i noti problemi di rallentamento su tutte le principali filiere, carenza di trucioli, materie prime e semilavorati , il mancato rispetto delle scadenze previste dalla Legge di Bilancio 2021 potrebbe essere stata comunicata al Governo con largo anticipo, con la richiesta di concessione di una proroga di 6 mesi che non avrebbe alcun impatto sui bilanci dello Stato”, scrivono congiuntamente Ania, Anfia, Anita, Federauto e Unatras-Confcommercio..

Il nodo del bonus

Il nuovo appello al governo per allungare di 6 mesi i termini di consegna e poter così usufruire di “una delle principali misure di sostegno agli investimenti degli ultimi anni, che tra l’altro non sarà più operativa nel 2023” non può che Passare sul treno degli emendamenti al Milleproroghe. Le associazioni poi dettagliano i fabbisogni, chiarendo che le proroghe sono richieste per beni strumentali materiali tradizionali e innovativi ordinati nel 2021 e per i quali è stato versato un acconto del 20% e per i quali si chiede la proroga dal 31/12/2022 al 30/06 /2023; beni strumentali materiali tradizionali e innovativi ordinati nel 2022 e per i quali non è stato effettuato alcun anticipo con proroga dal 31/12/2022 al 30/06/202 ed infine i beni strumentali materiali tradizionali ordinati nel 2022 e per i quali è stato versato un acconto del 20%, in questo caso dal 30/06/2023 al 31/12/2023.

Le voci di protesta

“Il metodo del credito d’imposta è un ottimo strumento che va tenuto maggiormente in considerazione e incentivato soprattutto a sostegno degli importanti obiettivi che l’Italia deve raggiungere in ottica 2030 e 2050 per la riduzione dell’impatto ambientale”. Parola di Alessandro Peron, segretario generale della Fiap, associazione che riunisce una parte del mondo della logistica e del trasporto merci. «Proprio tra le nostre proposte come Fiap – prosegue Peron – avevano raccomandato di mutuare l’iniziativa di industria 4.0, che ha sicuramente portato importanti benefici per le imprese in termini economici e di innovazione, con un nuovo provvedimento volto a ridurre l’impatto ambientale. Un credito d’imposta per ogni iniziativa che vada verso una maggiore sostenibilità ambientale, favorendo così non solo la sostituzione dei veicoli ma anche l’eventuale utilizzo di soluzioni che ne riducano l’impatto”.

«Questo – argomenta Peron – darebbe a tutto il settore automotive una spinta verso l’innovazione e nella ricerca di soluzioni che ci aiutino a raggiungere gli obiettivi sopra indicati. Speriamo nei prossimi provvedimenti del governo di trovare un cambio di passo verso queste tematiche”. “I rallentamenti registrati nelle filiere di trucioli e materie prime hanno dilatato notevolmente i tempi di consegna degli autobus e degli altri mezzi di trasporto. Soprattutto in una situazione di crisi come quella attuale – ha affermato Nicola Biscotti, presidente di Anav (Associazione Nazionale Autotrasporto Viaggiatori) – questi ritardi non possono ricadere sulle aziende, che hanno investito con sacrificio nel rinnovamento del parco autobus, confidando possono accedere al credito d’imposta previsto per gli investimenti ordinari. È necessario prorogare di almeno sei mesi i termini previsti per la consegna dei veicoli al fine di salvaguardare gli investimenti già realizzati, che, anche a causa della mancata proroga dell’agevolazione al 2023, si sono concentrati verso la fine del anno.

Proroga di un anno per gli autobus inquinanti

E invece tra le proroghe inserite nel decreto di fine anno c’è la deroga per il divieto di circolazione per gli autobus Euro 2 destinati al trasporto pubblico locale. Il divieto di circolazione per i veicoli a motore delle categorie M2 e M3, adibiti ai servizi di trasporto pubblico locale, alimentati a benzina o gasolio con caratteristiche antinquinamento Euro 2, che sarebbe dovuto entrare in vigore il 1° gennaio 2023 è stato spostato al 1° gennaio 2024. ha così allineato la sosta relativa ai veicoli Euro 2 a quella prevista per i veicoli Euro 3.

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